Una settimana di scrittura per otto persone al massimo, guidata da Nicola Zucchi: gli attrezzi della sceneggiatura — personaggio, struttura, scena, dialogo — al servizio di qualunque storia, anche un romanzo o un racconto. Si arriva con un'idea; si riparte con la scaletta intera e le prime pagine.
È il metodo con cui sono nati i mondi di questo posto: un oggetto povero e reale, e una didascalia che nessuno può verificare. Il primo giorno ognuno sceglie qualcosa nella masseria — una piastrina di tenda, un omino alto un centimetro, un sasso del muro — e la storia comincia da lì.
Un giro della masseria per scegliere il proprio oggetto. La sera, al fuoco, ognuno dice in tre frasi la storia che vorrebbe scrivere.
Mattina di lezione: un personaggio nasce da un desiderio e da ciò che gli si oppone. Il pomeriggio si scrive da soli, dove si vuole — in serra, nel frutteto, in stanza.
L'incidente che mette in moto la storia, i punti di svolta, un finale inevitabile senza essere prevedibile. Si costruisce la scaletta.
Niente lezione. Ceglie a piedi, un'ora; o il mare. Si scrive solo se si vuole.
L'esercizio della casa: si inventa uno scrittore, gli si dà una vita, un'opera, una fine — ed è lui a firmare una pagina della tua storia. Così sono nati gli autori di Fibonacci Books.
Quello che i personaggi non dicono. Si riscrive la scena più importante; la sera si legge ad alta voce.
Si riparte con una scaletta completa, le prime pagine riviste, e un metodo che funziona anche a casa.

Nicola Zucchi: regia alla Paolo Grassi, cinema alla Statale, dieci anni di teatro; il Directors Lab al Lincoln Center e i seminari di Robert McKee; il corto «Tender Tinder» selezionato ai David di Donatello nel 2018. Poi ha portato tutto qui — le stanze, i libri di Fibonacci, theHeartAI.
Non serve aver già scritto: serve una storia che non ti lascia in pace.
Date su richiesta. Rispondiamo a tutti, e leggiamo tutto.