Lojazzo è uno jazzo, un recinto di pietra per le greggi della transumanza, cresciuto fino a diventare un villaggio: undici trulli e una masseria, tutti a secco. E come Giano ha due facce. Una guarda indietro: tremila anni di Messapi, specchie e pastori, la storia che sta nella pietra. L'altra guarda avanti: le storie che dal 2003 la abitano, portate da chi qui recita, proietta, suona, scrive, inventa. In italiano è la stessa parola. Qui è la stessa cosa.

























![«Intelligenza [non] artificiale» · 2018](img/storia/locandine/2018.jpg)


Alla masseria abbiamo scritto sceneggiature, testi teatrali e poesie, e girato corti in 3D e in realtà virtuale. Uno, Tender Tinder, è stato selezionato ai David di Donatello. Nel 2017 quei corti sono usciti dalla masseria e sono diventati Papagna Experience: il primo museo invisibile d'Italia, sparso per le strade di Ceglie Messapica, da trovare camminando.
Papagna Experience →
Per primi sono cresciuti i trulli, intorno al recinto dove le greggi del Tratturo delle Vacche, la via della transumanza dall'Abruzzo al Salento, si fermavano per la notte: undici, i più antichi di trecentocinquant'anni. Poi, due secoli fa, la masseria. Tutto della stessa pietra calcarea, gran parte della quale messa a secco, senza malta: i muri stanno in piedi per peso e incastro, le cupole per lastre sovrapposte. Quel calcare è il fondale di un mare di cento milioni di anni fa.

Grandi cumuli di pietra a secco, creati più di venticinque secoli fa: vedette, tombe, ripari? Gli archeologi ne discutono da oltre un secolo. Ceglie ne ha la concentrazione più alta d'Italia, e alcune sono nei ventiquattro ettari della masseria, lungo l'anello di quattro chilometri da fare a piedi o in bici. Non ne tocchiamo una pietra.
La ricerca delle specchie →
















Per anni l'abbiamo disegnato sui manifesti senza saperlo. Poi un giorno Nicola apre Google Maps e lo vede: i muretti, i trulli e la masseria compongono un cuore.
La corte a forma di cuore →dove si inventano storie.
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