Per qualche giorno hai un piccolo regno tutto per te. Un regno senza cerimonie, in cui le piante crescono come vogliono, alcune rare, e la bellezza non si mette in posa. Ci si muove piano, per non calpestare un'orchidea selvatica o un abitante alto un centimetro: è la delicatezza, più dello spazio, a renderlo grande.
Per i Romani l'otium non era pigrizia: era il tempo sottratto agli affari, quello in cui si pensa, si legge, si scrive, si conversa, si impara. Il suo contrario, il negotium, lo nega fin dalla parola: gli affari sono ciò che non è otium. Questo posto è fatto per l'otium: qui non si stacca dal mondo, si ha finalmente il tempo di guardarlo.

Un sipario scarlatto, un boccascena che si scioglie in biblioteca, e un grande camino antico. È la stanza dove leggere davanti al fuoco, parlare fino a tardi. È la sede di Fibonacci Books.
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La vite corre lungo i muri della masseria e su una pergola di tubi di ferro in mezzo al prato: d'estate fa ombra ai tavoli lunghi e alle sedie spaiate, in autunno si carica d'uva. Qualche sera, sotto, si monta un telo e si fa cinema.





Vetro e ferro, come una serra vera; dentro, letture. Qui hanno mosso i primi passi gli eteronimi, pubblicati da Fibonacci Books, la casa editrice nata qui.
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Gli antichi Romani avevano due tipi di dei domestici: i Lari, legati al luogo, e i Penati, legati alla famiglia. I Lari restavano per sempre nello stesso luogo. I Penati seguivano la famiglia in caso di trasloco. Catone, nel De agri cultura, raccomanda al padrone appena arrivato di ingraziarsi i Lari di casa. Nell'Aulularia di Plauto è un Lare a raccontare la commedia: da generazioni sa dove la famiglia nasconde l'oro. Ogni casa aveva i suoi; anche lo Jazzo li ha. Nicola e Domenica hanno pensato di render loro omaggio dandogli forma. Presta attenzione: se aguzzi la vista, potresti scovarli...
Una roccia ha una porta, un fico ha dentro una piazza, un libro è un museo. Chi è stato qui lo racconta ogni volta in modo diverso: c'è chi ricorda una cosa, chi un'altra, perché gli strati e i dettagli sono tanti, e ciascuno trova i suoi. Molte cose, qui, esistono solo quando qualcuno le guarda davvero. Duchamp lo diceva così: sono quelli che guardano a fare i quadri.
nel tuo piccolo regno.
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