Vivo e lavoro a Lojazzo dal 2003. Quello che trovi in queste pagine è nato qui.
È da lì che nasce il mio passare da una disciplina all'altra. Mi sono formato tra Milano, New York e Londra; dopo il diploma in regia alla Paolo Grassi ho fatto teatro per anni, messe in scena e drammaturgie mie. Poi sono venuti un museo invisibile, Papagna Experience (2017), oggi HERE; un corto in 3D, Tender Tinder, selezionato al David di Donatello 2018; un romanzo firmato Olivia Stark, Flamenca, segnalato al Premio Calvino; e theHeartAI, il cuore del mondo, dal G7 al Padiglione Italia di Expo Osaka.

Due tensioni mi definiscono. La prima è tra analogico e digitale: oscillo tra tradizione e modernismo, tra reale e virtuale. La seconda è il rifiuto di un'identità sola. Col tempo le opere hanno chiesto altri autori, e sono nati artisti, scrittori e critici che non esistono — Olivia Stark, Giuseppe Chiron, Sam Vancoiver, Fab Bacon, Dogel Rukt — ognuno con una postura, un ritmo, una lingua. Mi tengono compagnia, e mi aprono strade che da solo non saprei concepire.
Le loro opere, in CHORA →Dal 2003, con Domenica Ligorio. Io invento i mondi; lei, produttrice culturale, fa sì che diventino una casa. Nelle recensioni, gli ospiti nominano spesso tutti e due.
da noi.
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