
Una collezione che si apre solo di notte. Come ogni collezione ha le sue regole: si conserva al buio, non si tocca, e poterla vedere dipende dalla luce.

Per un osservatorio il buio è come l'ossigeno. Alla fine degli anni Venti cercarono un posto per l'osservatorio di Monte Palomar, in California. Lo scelsero perché allora era in mezzo al nulla. Ma Los Angeles e San Diego crescevano velocemente, con le loro luci accecanti, e il grande telescopio cominciò a vedere meno lontano. Intorno alla masseria, di notte, restano accese poche luci, e il cielo si vede intero, profondo. Sembra di poterlo toccare.
La Collezione ruota con le stagioni: ogni notte ne è esposta una parte.
I capelli di una regina, messi in cielo. Callimaco ne scrisse, Catullo la tradusse; una delle nostre stanze si chiama Berenice.
Con Vega, la stella più luminosa del Triangolo estivo.
Le Perseidi, lo sciame di stelle cadenti di metà Agosto. Pascoli ne fece il pianto del cielo in «X Agosto».
Tutta la sua storia, in cielo: Andromeda, Cassiopea, Cefeo, Pegaso.
Le Pleiadi sono sette sorelle: su di loro Esiodo regolava l'aratura.

Per molti anni la Passeggiata al Chiaro di Luna è stata uno degli eventi più amati dello Jazzo: si partiva insieme dalla Masseria e si percorreva la stradina tra le macchie e gli ulivi. Prova a percorrerla di notte: dopo qualche minuto gli occhi si abituano al buio, e cominci a vedere cose che altrimenti non vedresti mai.
«A me è piaciuto il buio. Camminare nello spazio senza vedere rende tutto più decisivo.» — Silvia

In cima ai coni di Trullo Zefiro e Trullo Libeccio ci sono due lucernari. Il letto sta sul soppalco, proprio sotto: puoi guardare le stelle stando sdraiato. (Nella foto: Trullo Zefiro osservato dal punto di vista delle stelle.)
Trullo Zefiro →sotto le stelle dello Jazzo.
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