La Ciclovia dell’Acquedotto passa a tre chilometri da qui. Alla Masseria la bici trova un percorso gravel privato nella natura selvaggia, riparo per la notte e strumenti per la manutenzione.
La Puglia ha pochi fiumi. Per dissetarla, all’inizio del Novecento si costruì una condotta che prende l’acqua dalle sorgenti di Caposele, in Irpinia, scavalca l’Appennino e la porta giù per cinquecento chilometri, fino a Santa Maria di Leuca. Sopra la condotta corre la strada di chi la sorvegliava, e quella strada è diventata la Ciclovia dell’Acquedotto: uno sterrato tra gli ulivi e i muretti, che scavalca le valli sui ponti dell’acquedotto. L’acqua scorre letteralmente sotto le ruote.
La Ciclovia è forse la più poetica strada della Puglia, e passa qui accanto.

Dalla Masseria LoJazzo, nel cuore della Puglia, pedalando per strade strette tra muretti a secco e ulivi, con traffico pressoché assente, puoi raggiungere Ostuni, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca, e il mare: lo Ionio e l'Adriatico sono circa alla stessa distanza.

Dentro il parco corre un anello sterrato di circa quattro chilometri, tra la macchia, mandorleti e muretti a secco: passa accanto alle specchie, e ti riporta sempre a casa. Si fa in bici o a piedi, senza mai incrociare un’auto.

Su una pietra, da qualche parte nella masseria, un gruppo di ciclisti in miniatura si gioca la volata. Sono tra le piccole figure che Nicola ha nascosto qui e là.
Noleggio e tour sono affidati a un collaboratore di fiducia, con cui lavoriamo da anni.
vicino alla Ciclovia dell'Acquedotto.
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