Domenica 7 Luglio, ore 21.30 - IL CANTO ALLA LUNA.

Domenica 7 Luglio, ore 21.30 – IL CANTO ALLA LUNA.

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L’universo femminile in TEMPESTA

Il canto alla Luna è la voce di tutte le donne che, da molti più secoli di quanto immaginiamo, chiede di essere ascoltata. Voci che a volte si sono perse nella ragnatela della ragione o castigate dalle religioni e dal potere degli uomini. Il canto alla Luna è la voce di tutte le donne, quella voce che rinasce e ritorna a vivere attraverso altri corpi e generazioni.

LO SPETTACOLO – Il paese è chiamato alla battaglia, lampi di tempesta incidono le vene. Rimangono solo tre donne. Una ha paura di lottare, di scegliere la trincea sbagliata; l’altra è già debole per la troppa sofferenza. La terza fa semplicemente quello che c’è da fare. La battaglia. I corpi. I loro corpi sono il campo di battaglia. Ci addentriamo in uno spazio atemporale, una comunità forte e sconosciuta, un paese vecchio in cui continua a sorgere la vita, in cui si continua a nascere. Un luogo in cui l’amore, la morte e la violenza convivono durante il trascorrere del giorno. Un’anziana si lamenta per qualcosa che l’ha ridotta a ciò che è. Vorrebbe cancellare la memoria, ma non può. Non tacciono le voci che la rimproverano. Una giovane lavandaia si sente giudicata da tutti. Passa la vita cancellando le tracce che possono “testimoniare”, le impronte che le possono far ritornare il ricordo. Tra queste voci, emerge una voce serena che non giudica, che conosce, che gioca, che apprende a vivere nel suo ambiente, che sa tacere se è necessario e sa attraversare i mondi. Una donna, è tutte le donne. Nel nome dell’anziana, della giovane e della donna matura. Una donna abitata da generazioni; tutte le donne costrette al silenzio, le donne obbligate, giudicate e tutte coloro che sono riuscite a essere libere. Una donna che vuole dire a tutti che la calma si materializza solo quando si assume la vita. Le voci di tutte loro vogliono raccontare una storia, la stessa storia. Tutte vogliono poter dire, parlare, senza aver paura di perdere il proprio cammino. Ma quale cammino? Il cammino che le porta ad essere padrone del proprio corpo ed uniche responsabili del proprio sesso. Donne che possono decidere se essere madri o solo figlie. Donne che possono decidere. Il corpo di questa donna rappresenta la mappa delle generazioni. Una ruga appena nata grida che la fertilità non è un dovere. Tutto ciò che resta è un rifiuto a ciò che è dato per certo. E’ la Tempesta. Il pubblico è invitato ad attraversare questo universo sotterraneo generato dalla Tempesta con le vene rotte, affinché possa fluire il tempo e l’acqua possa purificarsi.

PRODUZIONE COMPAGNIA INTERNAZIONALE RESIDUI TEATRO

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