BIBLIOTRULLO ABY WARBURG. Una biblioteca di campagna fondata sul destino.

BIBLIOTRULLO ABY WARBURG. Una biblioteca di campagna fondata sul destino.

Giusto per ricordare che razza di persona fosse Aby Warburg: il padre possedeva una banca. Quando morì, Aby andò dal fratello Max, che al contrario di Aby aveva ereditato dal padre il senso degli affari, e gli disse: “Max, io ti cedo gratuitamente le mie quote dell’eredità a patto che tu mi compri tutti i libri che voglio fin quando muoio.” E il fratello disse: “Ti è dato di volta il cervello?” E Aby rispose: “Forse, non so. Lo vedremo alla fine.”
Fin da piccolino Aby era assetato di libri. Visto che a casa i soldi non mancavano, iniziò prestissimo a creare una sua piccola biblioteca. Siccome però la catalogazione classica lo infastidiva se ne inventò una tutta sua, e la chiamò “Principio del Buon Vicinato”: i libri erano disposti per materia e ordine alfabetico, ma in base alle affinità che ciascuno aveva con l’altro. Ad esempio, un trattato scientifico sulla luna poteva benissimo ritrovarsi tra una raccolta di Leopardi contenente il Canto alla Luna e un trattato sul femminile nella storia dell’arte.
Con questo sistema, la biblioteca diventava viva: ogni visitatore vi entrava con il suo personale bagaglio di esperienze, aspettative, affetti, e la biblioteca rispondeva in modo irripetibile, come se ogni persona fosse una chiave rarissima capace di schiudere segreti che nessun altro avrebbe potuto schiudere.

Così è la piccola biblioteca dello Jazzo. I volumi, sono stati raccolti seguendo il principio del destino e dei rapporti affettivi, e sono stati disposti secondo la regola del buon vicinato, in modo tale che la si visiti non per trovare un libro, ma per FARSI TROVARE dai libri.

 

Contenuto della serata:

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