28 GIUGNO 2014, ore 21.30 - NOTTE DELLE STREGHE.

28 GIUGNO 2014, ore 21.30 – NOTTE DELLE STREGHE.

Pozioni magiche
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Lumache

Magici incantesimi sonori con ALKANDI LIVE SET

[tt_popover popover_title=”FESTA DEL SOLSTIZIO D’ESTATE” popover_content=”/ Musica / Streghe / Rugiada / Falò / Erbe Aromatiche Propiziatorie / Luna Piena…” popover_text=”SAVE THE DATE!” width=”1/1″ el_position=”first last”] [vc_accordion width=”1/1″ el_position=”first last”] [vc_accordion_tab title=”La Notte delle Streghe”] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

I giorni solstiziali sono intrisi di magia: il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua). Da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare.  Secondo la tradizione popolare la notte del 23 giugno, altrimenti detta Notte di San Giovanni, le streghe si riuniscono per fare incantesimi. E’ anche la notte in cui si raccolgono le noci per farne un liquore (il nocino), si raccolgono le erbe per le pozioni magiche, si praticano misteriose divinazioni con tema amoroso, si cucinano le lumache al sugo per scacciare gli spiriti malefici…

Tutto questo e molto altro (musica, forno a legna, ristoro a prezzi popolari) vi aspetta allo Jazzo Domenica 23 Giugno alle 21.30!

[/vc_column_text] [/vc_accordion_tab] [vc_accordion_tab title=”I Falò”] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Tra gli altri usi popolari legati a questo periodo ci sono i Fuochi di S. Giovanni, falò accesi nei campi considerati propiziatori e purificatori: l’usanza di accenderli si riscontra in moltissime regioni europee e persino nell’Africa del Nord. I contadini si posizionavano in cima alle colline, e accendevano grandi falo’ in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa.

[/vc_column_text] [/vc_accordion_tab] [vc_accordion_tab title=”La Rugiada”] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

La rugiada che cade in questa notte ha straordinarie virtù. Le piante raccolte dopo essere state bagnate dalla rugiada possiedono straordinarie virtù curative.
Se volete raccogliere la rugiada, potete stendere un panno tra l’erba, strizzandolo poi il mattino successivo. Oppure scavare una piccola buca, in cui inserirete un bicchiere o un altro contenitore. Sopra di esso poi metterete un telo impermeabile, fissato ai bordi della buca (in alto) e con un foro al centro proprio sopra l’orlo del bicchiere (sul fondo). La rugiada si depositerà sul telo e scenderà nel vostro contenitore.

[/vc_column_text] [/vc_accordion_tab] [vc_accordion_tab title=”Divinazioni”] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

In alcune zone del Centro e Sud Italia le divinazioni della Notte di San Giovanni venivano fatte impiegando piombo fuso: versato nell’acqua si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni amorose…

[/vc_column_text] [/vc_accordion_tab] [vc_accordion_tab title=”Le Lumache”] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

Un proverbio assicurava infatti che “per ogni corna di lumaca mangiata la notte di San Giovanni una sventura era scongiurata”. Esorcizzano il male (il diavolo) con cui la tradizione popolare, per via delle corna, le identifica: mangiando le lumache al sugo si eliminerebbero le discordie. Le streghe ne sono ghiottissime, e non può essere altrimenti perché fin dall’antichità erano usate da uomini e dei come cibo.

Ricetta

Disporre le lumache in un recipiente coperto e con poca acqua, o latte, e lasciarle spurgare un giorno e una notte.  Pulirle con cura e bollirle finche’ non han smesso di schiumare, estrarle dal guscio, lavarle in acqua calda e cospargerle di sale e aceto. Avvolgerle in una sfoglia di pasta e friggerle in olio bollente. Spolverizzarle di erbe aromatiche, pepe aglio e zafferano.

[/vc_column_text] [/vc_accordion_tab] [vc_accordion_tab title=”Il nocino, o Elisir di noci della strega”] [vc_column_text width=”1/1″ el_position=”first last”]

San Giovanni è da sempre collegata al noce e ai suoi frutti, È’ proprio durante questa notte che si devono raccogliere dall’albero le noci dette appunto di San Giovanni per la preparazione del nocino, il liquore ottenuto dalla infusione delle noci ancora verdi e immature, nell’alcol. 
L’utilizzo del mallo di noce come ingrediente per medicinali, o liquori risale a tempi antichissimi, notizie precise sull’origine del nocino non sono però precise. Si racconta che la ricetta sia stata portata in Italia dai francesi, infatti il culto del noce come “albero delle streghe” era di origine druidica e fu esportato dai Britanni, pozioni ritenute magiche si preparavano infatti in Bretagna utilizzando noci acerbe…. è anche probabile che le varie formule siano derivate da un Liqueur de brou de noix o ratafià di mallo, in cui al posto dell’alcool si usava l’acquavite.

La ricetta del nocino

Per il nocino di San Giovanni, occorrono 29 noci piccole e verdi tagliate in 4 spicchi e colte nella notte del 24 giugno, 2g di cannella, 4 chiodi di garofano, la parte gialla della scorza di 3 limoni, 350 ml di alcool a 95 gradi, 500 grammi di zucchero e 300 ml di acqua. In un vaso di vetro mettere le noci assieme all’alcool e lasciate macerare sino al giorno seguente quando si aggiungono la cannella, i chiodi di garofano, la parte gialla della scorza dei limoni. Si lascia macerare ancora fino al 3 agosto avendo cura di agitare il tutto almeno un paio di volte al giorno. Trascorso questo periodo si filtra e si aggiunge lo zucchero disciolto a bagno bagnomaria in acqua calda e a fuoco lento. Si lascia raffreddare e si imbottiglia. Il liquore si consuma lentamente, un bicchierino alla volta, durante tutto l’arco dell’anno e diviene un eccellente digestivo.

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